S. Giustina di Baldaria (VR)

Collaborazione con la Soprintendenza Archeologica del Veneto, Nucleo Operativo di Verona

Il sito di S. Giustina di Baldaria è situato in provincia di Verona, nella pianura orientale veronese. Vari furono gli interventi effettuati dalla Soprintendenza Archeologica del Veneto, Nucleo Operativo di Verona, in seguito alla prima segnalazione dell’Ispettore Onorato Giuseppe Dal Cero, risalente al 1985. Il primo di questi interventi venne effettuato nello stesso anno e consistette nello scavo di alcuni sondaggi nel Fondo Gambaretto. Nell’autunno del 1989 ci fu un secondo intervento su un’area adiacente a quella indagata in precedenza. Le ricerche in questo sito ripresero solo anni dopo, nel 1995, quando venne fatto un breve scavo nel Fondo Castagnaro. Nel 1998 e nell’ottobre del 1999, il signor Beppino Dal Cero effettuò raccolte di superficie nel Fondo Ex Castegnaro ora Benutti-Gambaretto.
Lo studio dei materiali litici ha portato a inquadrare cronologicamente e culturalmente il sito all’età del Neolito antico. Il 70% dell’industria litica del sito è stato prodotto utilizzando selce proveniente dalla Formazione del Biancone, che rappresenta la qualità migliore tra le varianti lessiniche. La presenza di ben 19 bulini ad incavo e stacco laterale (bulino di Ripabianca), la forte incidenza dei grattatoi frontali a ritocco erto, la presenza di microbulini e l’attestazione di nove romboidi, portano a inquadrare quest’industria nel pieno Neolitico antico padano. L’analisi litotecnica e tipometrica evidenzia una produzione di manufatti laminari non ritoccati tendente, seppur gradualmente, verso il microlitismo, anche se numericamente prevalgono gli elementi di piccole dimensioni. Data la predominanza di lame strette possiamo considerare quest’industria più che laminare, lamellare. Un’altra caratteristica riscontrabile nella produzione laminare è la forte irregolarità raggiunta nelle dimensioni delle lame (lunghezza, larghezza e spessore), al fine di una standardizzazione dei pezzi, ottenibile solo con la tecnica di scheggiatura a pressione. Tutti questi dati sottolineano la piena conformazione di S. Giustina ai canoni tipici delle industrie del primo Neolitico, dove è netta la predominanza delle lame strette, delle lame su schegge e schegge laminari.